Storie di Storia - Il Regio Ginnasio ed il Liceo Classico di Gioia del Colle dal fascismo alla ricostruzione democratica
Recensione
In un bellissimo saggio dal titolo La fotogenia dell’imponderabile, scritto nel 1935, Jean Epstein riflette sullo specifico filmico in modo molto originale sostenendo che il meraviglioso autentico risiede nella realtà e viene rivelato dal cinema solo modificando le normali condizioni spazio-temporali. Il modo di guardare al quotidiano opacizza la natura, il cinema, per l’autore, ci reinsegna a meravigliarci. È questa suggestione che, assieme alla passione per la ricerca pur rigorosa, mi ha accompagnata nell’indagine storica che, a mo’ di cinepresa, ha voluto trasfigurare il luogo del lavoro quotidiano. Così la vecchia scuola si è riempita di voci, di volti, fra le marce spedite delle squadre (classi) all’entrata o all’uscita dalla scuola, i grembiuli neri lestamente indossati dalle alunne, le palline di carta temerariamente lanciate durante la lezione da un allievo impertinente o il romanzo letto di soppiatto in classe da una giovanissima sognatrice.
Anche il dolore per la guerra, le privazioni, il ruolo rasserenante della cultura, le prepotenze, i conformismi, i pensieri non detti, le vendette grandi o piccole, le ambizioni, il coraggio, l’amore, il dovere, le speranze, le delusioni, le frustrazioni, le ribellioni.
E un nuovissimo edificio scolastico, luminoso, arieggiato, “quasi gaio”, con terrazze e finestre che guardano la vasta distesa dei campi poco lontani, le aule spaziose e le scale e i corridoi fioriti, le tende di tela olance alle finestre…