Ritratto d'epoca - memorie confidenziali di un pittore

Elenco Libri
SUMA Editore
216
€ 15,00
2003
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Recensione

Il Ritratto d’epoca, elaborato dall’autore con approccio fortemente confidenziale, “un discorrere tra parenti e conoscenti senza la pur minima pretesa di fare opera d’arte da stampare”, mette in risalto la vita quotidiana di un’epoca storica in un contesto temporale quasi di un secolo, a cavallo tra il 1800 ed il 1900, con acuta osservazione riveniente dall’indole critica e sensibile del pittore che si sofferma a curiosare su luoghi e costumanze su personaggi e situazioni che hanno orbitato nel suo poliedrico mondo gioiese, altamurano, barese, napoletano e caprese.

Dalla scorrevole lettura, affascinata in alcune pagine da vena quasi poetica, traspare una fluida descrizione coinvolgente, accattivante, pittoricamente amena, ironica e scanzonata, se non pungente, di quotidianità e di eccezionalità, intrisa spesso di una sottile vena ilare, che ci fornisce interessanti, piacevoli ed istruttivi elementi storici di valenza locale in parte sconosciuti ai più ed oramai desueti.

Dal lato storico-sociale della vita gioiese il pittore si sofferma, oltre che sul proprio casato, anche su famiglie di spicco e su personaggi caratteristici dell’epoca, su luoghi, palazzi e chiese, su costumanze e svaghi, su aneddoti per concludere con la cronaca puntuale e sequenziale degli eventi tragici, quanto inediti, dell’eccidio di Marzagaglia del 1920 che lo videro in quella triste circostanza quale Commissario Prefettizio pro tempore a reggere l’Amministrazione Comunale gioiese.

L’autore ci fornisce anche notizie sulla sua vita collegiale e famigliare ad Altamura, sulla sua vita militare e sulla decadenza dell’Istituto delle Belle Arti di Napoli e, soprattutto, sull’incantevole Capri, l’isola dei sogni, riesumando le molteplici amicizie intrecciate con personaggi nazionali ed internazionali e le esperienze sociali vissute, dando enfasi agli avvenimenti isolani che videro protagonista l’industriale tedesco Alfred Krupp.

Dal lato artistico, oltre ad acute osservazioni sul fermento caprese dei circoli culturali di fine ‘800, il pittore evidenzia il contesto sociale gioiese e pugliese sordo all’arte ed il successivo risveglio, verificatosi a partire dalla seconda decade del 1900, per merito degli artisti Castellaneta, Jacobellis, Masi e Romano e sollecitato anche da alcuni cultori dell’arte che favorirono quella metamorfosi. Per il Romano, in particolare, traspare da alcune pagine l’intima e profonda stima dell’autore espressa con un esaltante giudizio artistico per nulla offuscato dalla travagliata amarezza, descritta e documentata con dovizia di particolari, causata al Castellaneta da alcuni biasimevoli eventi scaturiti dalla gestione del patrimonio artistico che gli fu affidata dopo la morte del giovane collega.